Pasquale Tufano
È il ritardo più popolare e si riferisce al tempo che intercorre perchè una
combinazione già sortita si ripresenti di nuovo (cronos vuol dire tempo).
In pratica indica il tempo, in estrazioni, che un numero o una combinazione è assente.
Ad esempio, un numero sortito in precedenza in una ruota raggiunge dopo un
ritardo di 80 estrazioni e questo costituisce il ritardo cronologico.
Per un estratto a ruota il massimo statistico è stato di 202 estrazioni, per un ambo a tutte le ruote 631, una terzina per ambo a tutte le ruote 328 estrazioni.
Questi massimi possono essere ovviamente superati, ma normalmente vengono raggiunti limiti inferiori dal 15-20 per cento.
Questo parametro fu introdotto dal Gorgia nel 1958 in un articolo apparso sul Carlino per introdurre la teoria dei rapporti. È quello che registra una combinazione o semplicemente un numero dalla data in cui diventa capolista, cioè primo in graduatoria sino a quella del suo sorteggio. Supponiamo, ad esempio, che i numeri 15 e 50 tardino il primo da sessanta colpi ed il secondo da sessantotto. Se esce il 15 diventa come primo il numero 50 e da questa data ha inizio il suo ritardo relativo. Il massimo ritardo relativo di un estratto è stato sino ad ora di 111 estrazioni. Perchè interessa il ritardo relativo? Innanzitutto, per definizione, esso ha un valore sempre inferiore a quello cronologico e pertanto ha una variabilità minore; inoltre, il rapporto tra ritardo relativo (RR) e ritardo cronologico (RC) è un indice molto significativo per l'attesa della combinazione che interessa: più alto è questo valore e più si ha motivo di credere che l'evento si avvicini. Se, ad esempio, un numero ha registrato contemporaneamente un ritardo relativo di 70 estrazioni e un ritardo cronologico di 110 il rapporto è 70/110=0,636.
Per l'ambo a tutte il massimo ritardo relativo è stato di 227 estrazioni.
Il massimo valore sinora conosciuto per un estratto è stato di 0,675 seguito da 0,648.
Ciò significa che un valore superiore a 0,640-0,650 può interessare ai fini del sorteggio.
Nel primo caso abbiamo un RR per ogni ruota e dalla quale è possibile effettuare un'ulteriore conteggio selezionando il RR più alto tra le dieci dopo l'uscita del precedente capolista. Troviamo quindi, un'altro ritardo denomiato ritardo relativo comparato (RRC) (si veda la figura in basso) che avrà il pregio di avere un valore ancora più basso del RR.
Un secondo procedimento, potrebbe esistere selezionando il più ritardato cronologicamente tra le dieci ruote e calcolandone lo stazionamento in estrazioni del capolista allora troveremo un valore molto vicino e talvolta identico a quello precedentemente descritto.
Quest'ultimo procedimento è definito Ritardo Cronologico Comparato (RCc) ed è quello da noi utilizzato perchè risulta più rapido nel calcolo e visivamente più evidente. Dobbiamo però sottolineare che, talvolta, i valori sono più alti del RRC ma queste differenze tendono ad annullarsi
nella teoria dei rapporti.
Figura 1. Procedimento di calcolo del Ritardo Relativo Comparato (RRc).
Non vi sarebbe confusione nei confronti del ritardo relativo comparato (qualcuno lo chiama erroneamente ritardo di posizione derivato) se vi fosse stata un'unica ruota. Infatti, il conteggio potrebbe interessare il capolista (sulla base del Ritardo Relativo) di ogni singola ruota o della pił ritardata (cronologicamente) tra le dieci.
Figura 2. Procedimento di calcolo del Ritardo Cronologico Comparato (RCc).